Il Modello 231 è oggi uno degli strumenti di governance più rilevanti per qualsiasi impresa che intenda operare in modo solido sul mercato italiano. Nato come presidio per evitare la responsabilità amministrativa dell'ente derivante dai reati commessi dai suoi rappresentanti, ha progressivamente assunto il ruolo di asset competitivo: condiziona l'accesso al credito, la partecipazione alle gare pubbliche, la qualifica come fornitore nelle filiere dei grandi committenti.
Il catalogo dei reati presupposto, peraltro, ha conosciuto negli ultimi mesi un'accelerazione senza precedenti: tra giugno 2025 e gennaio 2026 il legislatore è intervenuto a più riprese, da ultimo con il D.Lgs. 30 dicembre 2025, n. 211, che ha introdotto un meccanismo sanzionatorio commisurato in percentuale al fatturato globale dell'ente. Le imprese che hanno adottato il Modello in passato e non lo hanno più aggiornato si trovano oggi a presidiare un perimetro di rischio largamente disallineato rispetto al quadro vigente.